martedì 30 gennaio 2007

Dell'odore delle persone

Credo che la solitudine abbia a che fare con l'impressione di non aver nessuno con cui condividere certi pensieri ed emozioni.
Magari attorno si ha una moltitudine di gente, ma poi di significativo non ci si scambia nulla.
E allora ci si chiede tra uno sbadiglio e un'alzata di spalle, se poi c'è una strada per comunicare con tutti e sentirsi liberi, magari anche di dire qualche scemenza in più e farsi una risata...
ma realisticamente, sono più le volte che si torna a casa più vuoti di quando si era usciti di casa al mattino.


Poi, accade che, non si sa per quale strano arcano, si senta un odore affine...ci si volta e, ci si accorga di qualcuno che possiede un odore che ben si combina al nostro odore intimo.
E' una sensazione fuggitiva che non lascia scie, ma solo impressioni nette.
Quell'odore arriva dentro, sbattendo tutte le porte del naso, dei polmoni, delle coronarie, arrivando fino all'aorta e rimettendo in circolo una miscela che sa di simpatia.
Quando tutto il corpo comincia a nutrirsi della miscela, non c'è nulla da fare ragazzi, c'è necessità assoluta di ricercare di nuovo il padrone dell'odore affine.
Si cercano d'apprima gli occhi, poi una bocca che si apre a ventaglio e infine, un primo timido contatto corporeo.
Una stretta di mano, una mano sul braccio, un gesto di accompagnamento nel porgere un oggetto.
E se anche l'altra persona ti riconosce, è fatta, definitivamente.
E' fatta perchè, anche nell'andare dall'altra parte del pianeta, non sentirai più un vuoto angoscioso.
Sentirai solo l'esigenza di tornare presto per ritrovarti con l'altro, ma non perderai mai la libertà di partire.

Frances

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