Guardo molto alla magia del mondo della finzione dei libri; mi nutro e cerco di nutrire gli altri con del sano ottimismo, prendendo ad esempio dei grandi eroi che giorno dopo giorno, sotto il sole fanno grandi cose, nonostante abbiano tutti contro.
Ora ho 30 iscritti al laboratorio di lettura e scrittura che comincerà all'istituto tecnico commerciale di Gorgonzola "Argentia";
li vedo come dei pulcini a cui dire solo una cosa: alimentata sempre il fuoco del vostro entusiasmo della vostra gioia.
La scrittura deve essere la vostra arma contro il cinismo, contro l'aberrazione, contro la bruttura e lo schifo che vedranno una volta spiccato il primo volo. Qualsiasi cosa succeda, mi raccomando, non perdete l'entusiasmo.
E' l'unica magia che vi insegno.
30 anime che guarderanno a me, da mercoledì e per cinque mercoledì.
Mi sento onorata e agitata, come se ci fosse una immensa responsabilità in questo progetto. Non voglio assolutamente indottrinare, ma solo assecondare le loro voglie, pur dando qualche strumento interpretativo...
spero di poter fare buona guida e far onore alle guide che hanno aiutato me.
Signore e signori, si comincia.
Lo spettacolo ha da cominciare...
Frances
martedì 20 febbraio 2007
giovedì 15 febbraio 2007
Bevenuto nuovo topo!
mercoledì 14 febbraio 2007

Qualcuno potrebbe darmi della fissata, sono la prima consapevole della mia patologia.
Si chiama nostalgia di Firenze e si cura solo a Firenze.
Per intanto, mi limito a chiamare Anna una settimana sì e l'altra pure, a guardare le foto, a rievocare tanti ottimi momenti...
e infine affiggo qualcosa che qualsiasi turista a Firenze non potrebbe vedere con il mio stesso occhio...Via DEI MACCI.
Se notate bene, proprio in cima c'è la Vespa blu dell'Anna che corre come Satana...
se notate bene, solo con gli occhi dell'affetto.
martedì 13 febbraio 2007
Converse e le non opinioni

Amici, compagni d'armi,
giovedì si ha l'esame di analisi dell'opinione pubblica; materia interessante ogni altro modo e di tutte le teorie, ne ricordo una in particolare per semplice associazione mentale...
un tizio, un certo americ'ano Converse, forse lo stesso inventore delle mitiche All Star?
So per certo che le indosserò giovedì, a spregio di una memoria stanca che non mi accompagna più come ai tempi d'oro...
ma forse è semplice stanchezza. forse è semplicemente il bisogno di un attimo di stop.
Frances
lunedì 12 febbraio 2007
perchè odiare le carte di credito e tutti i sistEmi iperazionali che finiscono per farti diventare irrazionale

...dedicare un post a un tale argomento non è facile, anche perchè significherebbe spiegare in poche righe la mia tesi...
in ogni caso, per chi è totalmente digiuno di cognizioni sociologiche alte o basse, a scelta, vorrei riassumere il sentimento che si prova di fronte a una situazione tipica di irrazionalità: IL SISTEMA DI TICKETONE CHE PROPRIO DURANTE LA VENDITA DEI BIGLIETTI DEL CONCERTO DI VASCO, DECIDE DI NON COLLABORARE.
quando il computer è fisso su una pagina e non c'è verso di andare avanti con un processo di estrema importanza.
quando saranno anni che aspetti di andare a vederlo e fra te e questa possibilità si frappone solo una fottutissima, dannatissima pagina che ti dice desolata CARRELLO VUOTO.
O come l'è voto? ma vaffanculo te sistema operativo, tu ticketone fotti gente a massa, e soprattutto quel bischero che mi viene a dire che la tecnologia serve a svolgere più velocemente e in modo efficace certe operazioni...
Bellini quelli della Microsoft, o anche della Apple...a Cupertino, California, dove stanno loro, se si impalla il pc poco male, spengono e riavviano e non hanno nemmeno bisogno del tecnico.
Chi invece sta in Italia, w la Madonna, si mangia solo le dita, chè ormai è tre ore che fissi una pagina e i biglietti, ahinoi saranno già bell'e finiti.
Qua non c'è nulla di ragionevole ed efficace che tenga.
Questa è follia pura. Follia pensare che un pc possa aiutarci, quando tutto è frenetico, tutto è pressato in tempi stabiliti e standardizzati e guai, dico guai, se qualcosa va storto....si impalla il sistema.
Dall'alto, chi del sistema tieni i fili, se ne stra fotte...poveri voi e w noi che ce la godiamo.
ma chi dal basso, combatte quotidianamente con datori di lavoro stronzi e assorbiti totalmente nel sistema, quando imprechi per un parcheggio al centro commerciale e comprando cose totalmente inutili, fai la felicità dei magnati, ma non la tua...
quando senti che il sistema iperrazionale che dovrebbe aiutarti diventa una capsula attorno a te...Ritzer la chiamerebbe gabbia d'acciaio...l'unica via è un Buddha. Sotto forma di santino, che ti fa l'ok, o così mi figuro io.
Ok de che??? Ok. Poi fa l'occhiolino.
Ok e se strizza l'occhio, acciderba, l'ha fatto di nuovo.
Porca paletta che bel regalo. Un bel Buddha. E la calma torna da sè.
Frances
martedì 6 febbraio 2007


MITTERAND VERSUS GISCARD D'ESTAING (1981)
L'IMMAGINE DEL LEADER AIUTA A VINCERE LE ELEZIONI?
Il consulente politico americano Séguéla operò formidabili cambiamenti sull'immagine pubblica e performativa di Mitterand e ciò permise al leader socialista di vincere le elezioni del 1981 in maniera pressoché netta.
L'immagine pubblica riguarda la percezione del leader nella sua dimensione mediatica; se è un personaggio piacente o meno e se si presta alla logica dei media di spettacolarizzare la politica. L'immagine performativa invece, riguarda gli attributi personali ritenuti rilevanti a livello politico. Pur essendo forte su queste due dimensioni dell'IMMAGINE, Mitterand non fu aiutato dall'immagine personale che trasmetteva: era percepito infatti, come una persona austera che incarnava l'anima del Ps.
Per determinare la vittoria di Mitterand era necessario che l'opinione pubblica chiedesse il cambiamento, altrimenti la sua immagine così percepita non avrebbe potuto far breccia nel cuore dell'elettorato; infatti,in genere, il leader uscente (INCUMBENT) è favorito alle elezioni se l'elettorato non richiede un cambiamento significativo.
La richiesta di cambiamento viene definito EFFETTO TIME FOR CHANGE e, fortunatamente, Giscard D'Estaing, in quel periodo subì un calo di popolarità a causa della non favorevole contingenza economica.
La domanda, quindi, è: dato l'effetto TIME FOR A CHANGE, qualsiasi candidato socialista sarebbe andato bene in quel momento? L'effetto Mitterand risulterebbe così nullo?
A sentire gli esperti non è vero che qualsiasi candidato socialista avrebbe potuto vincere. Di fondo la questione era che Mitterand possedeva un capitale di popolarità tale da poter affrontare la sfida del cambiamento perchè dimostrava delle qualità che incarnavano le aspettative di cambiamento rilevati dal clima d'opinione.
Frances
lunedì 5 febbraio 2007
Retrospettiva: lettera a G.L.

Caro,
questi siamo io e te al tempo di ADDIO ALLE ARMI.
FAREWELL è una parola per pochi.
FAREWELL, quando non si riesce a stare insieme, ma si ha solo bisogno dell'altro è difficile da dirsi.
FAREWELL è difficile da esprimere, sorattutto se il pensiero rimane attaccato ancora.
FAREWELL è stata la cosa migliore per te e per me, ora ne ho la certezza.
FAREWELL...quando il cuore ama ma non è pregno.
FAREWELL...quando tu mi guardavi con gli occhi Mar Tirreno in burrasca.
FAREWELL...perchè in fondo di bene ce ne siamo voluto e ci siamo capiti.
ciao Anima fragile, spero tutto bene dalle tue parti.
Qua alla grandissima. E non mi manchi più.
domenica 4 febbraio 2007
Angolo promozionale
...c'è chi dice che la pubblicità è l'anima del commercio.
...c'è chi dice che una azione di marketing vale a rimediare a un prodotto mediocre.
...c'è chi diffida invece a priori di qualsisi consiglio di consumo e uso.
ebbene, amici e affezionati...
questo è, a tutti gli effetti un angolo promozionale a cuore aperto per consigliare a scatola chiusa il numero TRE della rivista letteraria STILOS.
ora non so dirvi come procurarvelo, e anzi se lo sapete, fatemelo sapere; ma, vi consiglio il racconto di Flavio Allegretti, detto Silenzio.
E' un consiglio a scatola chiusa, non sapendo che cosa ci sia scritto, ma si tratta di un amico. e un amico, se si sa che scrive bene non si puoi far altro che segnalarlo.
Valgo una sega come 'markettara', lo so, ma che ci volete fare...mi piacciono i brevi giri di parole e dire a crudo: TROVATELO e DITEMELO; soprattutto!
Anzi, apriamo ufficialmente una discussione su questi esordienti patrocinati da Enrico.
la mia posizione verrà esplicitata nel prossimo post...
anche perchè serve a tutti i costi il numero TRE, a questo punto!
Frances
...c'è chi dice che una azione di marketing vale a rimediare a un prodotto mediocre.
...c'è chi diffida invece a priori di qualsisi consiglio di consumo e uso.
ebbene, amici e affezionati...
questo è, a tutti gli effetti un angolo promozionale a cuore aperto per consigliare a scatola chiusa il numero TRE della rivista letteraria STILOS.
ora non so dirvi come procurarvelo, e anzi se lo sapete, fatemelo sapere; ma, vi consiglio il racconto di Flavio Allegretti, detto Silenzio.
E' un consiglio a scatola chiusa, non sapendo che cosa ci sia scritto, ma si tratta di un amico. e un amico, se si sa che scrive bene non si puoi far altro che segnalarlo.
Valgo una sega come 'markettara', lo so, ma che ci volete fare...mi piacciono i brevi giri di parole e dire a crudo: TROVATELO e DITEMELO; soprattutto!
Anzi, apriamo ufficialmente una discussione su questi esordienti patrocinati da Enrico.
la mia posizione verrà esplicitata nel prossimo post...
anche perchè serve a tutti i costi il numero TRE, a questo punto!
Frances
venerdì 2 febbraio 2007
Quadro 1

Questa mattina attraversavo la stradina dell'Argentia e mai, a memoria mia, c'era stata così tanta nebbia da non vedere la casetta a una distanza di 10 metri. Ero lì che cercavo di sbirciare, ma nulla.
Mi sono sentita smarrita per un attimo. Che la nebbia avesse cancellato la scuola? Che la nebbia avesse davvero ingoiato tutti?
Camminavo cercando di riconoscere un profilo, un dettaglio, un che, che potesse in qualche modo dirmi che non avevo sbagliato strada e che soprattutto, non fossi scesa a Gessate, per sbaglio.
Finalmente trovo l'entrata e rendendomi conto che, la campana non era ancora suonata, mi sono messa a girare in cerca degli antichi luoghi, per vedere se, nonostante la tettoia della villetta, nonostante le macchinette nuove e i nuovi junk food, nonostante la bacheca dell'atrio, ci potesse ancora qualcosa, qualche traccia dei miei diciassette anni.
Di quando andavamo al piano dei geometri con Gian per prendere la coca, di quando ci rifugiavamo ai caloriferi per scrutare l'orizzonte, di quando ascoltavamo i Greenday e i Queen spalmati sulla cattedra.
Dei miei diciassette anni ho trovato solo un frammento, nascosto nel corridoio che dalla palestra deve condurre all'atrio...lì c'ero io che aspettavo Gianluca che uscisse dagli spogiatoi.
Ai miei 23 anni mi trovo di nuovo nello stesso corridoio ad aspettare Gianluca,ma sa vi aspettate una situazione speculare, rimarrete delusi...
Gianluca è un altro Giancluca, e non si tratta più di andare a vedere come cercare di rinviare l'interrogazione di tedesco...
Eppure a situazioni diverse, a luoghi cambiati ma, intimamente sempre miei, a persone nuove e circostanze in evoluzione, una cosa mi rimane sempre: l'entusiasmo.
L'entusiasmo che mi è stato dato in dono da diversi personaggi meritevoli di elogio e stima. Cerco di ripararlo questo fuoco d'entusiasmo, soprattutto da queste giornate nebbiosa di apparente cancellatura di ragioni e punti di riferimento.
Poi, ad avere abbastanza tenacia e capacità di sopportazione, so che oltre la nebbia, qualcuno si trova.
E infatti vedo la Saraceno, la quale mi racconta di mirabolanti avventure marittime con squali, caschi contro i calcinacci di qualche caverna e,che altro? Beh sì, che il windsurf dev'essere affrontato per quello che è...una vela che anche se ti casca in testa e ti butta in acqua, non è poi la fine di tutto.
Mi rendo conto che senza lei, senza questi moti ribelli, molte cose non sarebbero state vissute e neppure mai pensate.
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