Lui era alla finestra del secondo piano e la aspettava.
Pioveva quel giorno e lui non riusciva a far altro che mettersi dietro le tende per scrutare l'inizio della via.
Lei arrivava di solito correndo, con le sue all star crema e lo salutava con la mano.
Ma lei proprio non spuntava.
C'era solo quella pioggia terribile che caricava, dopo un inverno di secca. C'era la pioggia che caricava e caricava, lasciandolo ancora più solo in quell'attesa.
Chiuse di nuovo la tenda e si distese a letto, pensando che forse era davvero troppo tardi.
Troppo tardi anche solo per pensarla su quella stradina che correva piatta sotto la sua finestra.
Troppo tardi anche solo per pensarla nella sua assenza.
Avrebbe voluto prenderla e trasportarla e urlarle che, sì ok aveva combinato un gran casino ma che era innamorato di lei e sì, decisamente il troppo amore provato lo aveva buttato nella confusione e allontanarla gli sembrava l'unica via, ma poi ahimè, si era reso conto che...è vero sì, si era reso conto che l'amore non si allontana.
Esso ti perseguita, come un lupo che ha fiutato la preda ed è convinto di poterla avere.
L'amore non si allontana. Si può trasformare, cambiare di stato, mutare di sfumatura, riversarsi altrove, cadere come pioggia fine fine o grandine a blocchi...ma mai allontanare.
E lei, così infantile e ridente, seppure a Firenze, gli era ancora vicino, con piccoli passetti di folletto curioso e protettivo nei suoi confronti.
Sentiva ancora il suo profumo sul cuscino, seppure la lavatrice avesse cercato di estirpare quanto avevano lasciato del loro odore.
Sentiva che quando il sole cercave le sue palpebre al mattino,era lei che lo visitava augurandogli una buona giornata.
Sentiva che quando il piccolo seme di tristezza cercava spazio nel terreno fertile del suo animo arreso, era il suo sguardo gelido che lo bloccava.
Lei non poteva arrivare perchè le ali di rondine curiosa l'avevano trasportata via da tempo, in un nido caldo e accogliente in cui le stava bene. Lui lo sapeva e strano a dirsi, ne era contento anche se non c'era più la parola INSIEME.
Fu lui stesso a buttarla fuori e farle dispiegare le ali e andava bene così.
Doveva amarla nella sua tenacia, nella sua debolezza temporanea e per il solo fatto che lei c'era.
C'era.
La strada era sempre battuta dalla pioggia e lui la pensava, come in un sogno, dove eterno è il sentire, dove eterno è l'amore.
Frances
lunedì 2 aprile 2007
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1 commento:
:)
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